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ROCK STORIES – Syd Barrett, gli inizi del diamante

ROCK STORIES – Syd Barrett, gli inizi del diamante

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Roger Keith Barrett aka Syd, nacque a Cambridge il 6 gennaio 1946, figlio d’arte essendo suo padre oboista nella Cambridge Philarmonic Orchestra. Abitava vicino ai giardini Grantchester Meadows, dove Waters andava a pesca, Gilmour ci passeggiava e Syd vi giocava con la sorella Rose. Durante la loro carriera i Pink Floyd avrebbero dedicato a questa zona che li aveva ospitati durante l’adolescenza “Grantchester Meadows” (Umma-Gumma by Waters) e “Fat old sun” (Atom Heart Mother by Gilmour).

Barrett si trovò nella stessa scuola di Waters, alla Cambridgeshire High School for Boys, i due futuri componenti dei Pink Floyd iniziarono a pensare di formare una band, quando la vita di Syd fu spezzata dalla scomparsa del padre. Syd trovò rifugio nella musica e nella pittura, formò i Geott Mott and the Mottoes dove suonava la chitarra e cantava cover di Buddy Holly e Eddie Cochran. Successivamente acquistò una chitarra acustica spagnola su cui incise “I belevie to my soul” (brano di Ray Charles tratto da The Genius Sings the Blues del 1961).

Mentre Waters, Wright e Mason cercavano un cantante e un chitarrista, Barrett frequentava il Cambridge Technical College assieme a David Gilmour, divenne famoso nella scena musicale del posto come “Syd the beat”, chitarrista mediocre come ricordato da Gilmour, ma era un compositore geniale, e si fece notare con “Effervescing Elephant”, brano che entrerà poi nel suo secondo album solista, Barrett.

Curiosamente, per quanto amici e sodali nel fumare erba, Syd e David non suonarono mai assieme. Quando Barrett si trasferì a Londra, inizialmente si trovò a Tottenham Court Road, per poi trasferirsi a Stanhope Gardens, dove iniziò a nascere il nucleo dei futuri Pink Floyd. Si trovò subito in sintonia con Wright con cui divenne amico, conferì alcuni pezzi molto interessanti quali “Butterfly”, “Remember me” e “Let’s roll another one”. La band si chiamava allora Tea Set, fino a che una sera si trovarono in cartellone con una band che portava lo stesso loro nome; l’ennesimo colpo di genio di Syd lo portò a estrapolare, dalla sua collezione di vinili, i nomi di due bluesman della Carolina, Pink Anderson e Floyd Council. Inizialmente si chiamarono Pink Floyd Blues Band, per poi mutare in Pink Floyd Sound dopo l’abbandono del chitarrista blues Klose.

MAURIZIO DONINI

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