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L’ICONA ACHILLE LAURO: IL SUCCESSO DI UN TRASFORMISTA CHE SA RESTARE FEDELE A SÉ STESSO …

L’ICONA ACHILLE LAURO: IL SUCCESSO DI UN TRASFORMISTA CHE SA RESTARE FEDELE A SÉ STESSO …

Alla settantaseiesima edizione della Mostra del cinema di Venezia in un vestito nero firmato Gucci ha dominato il red carpet proprio come in questo periodo sta dominando la scena musicale. Lui è Lauro de Marinis, meglio noto come Achille lauro, cantante romano classe 1990, consacrato al grande pubblico dalla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, dove, con il suo brano Rolls Royce ha diviso l’opinione pubblica e, tra forti critiche e apprezzamenti smisurati (c’è chi lo ha addirittura paragonato al Vasco di Vita spericolata), ha ottenuto il nono posto; un risultato niente male considerando la sua travagliata avventura sanremese.

Sanremo però è stato solo il punto di svolta e di un percorso iniziato nel 2012 e che ha visto, nel corso di questi anni, numerose collaborazioni importanti con grandi nomi della scena italiana tra cui Marracash, Coez, Cosmo e Anna Tatangelo. Nel corso della sua carriera musicale non si può certamente dire che Lauro abbia avuto paura di sperimentare; anzi, forse è proprio questa intensa e incessante sperimentazione che si è rivelata essere la chiave del suo successo. Dall’hip hop nelle sue sfumature più varie, passando per la “samba trap” di Amore mi fino ad arrivare a una nuova svolta; quella rappresentata da 1969, quinto album in studio dell’artista, che lo ha consacrato al grande pubblico nella nuova veste di rockstar, quella che sicuramente più gli si addice. Non ci sono dubbi: il 1969 è un anno rivoluzionario, rivoluzionaria è la musica di Achille Lauro e rivoluzionaria è la sua stessa personalità. Lo dimostra anche nel videoclip della canzone che dà il titolo al disco per il quale ha radunato i suoi fan a Milano, trasformando Parco Sempione nella cornice di una moderna Woodstock. Eclettico, fuori dagli schemi, mai uguale a sé stesso, Lauro divide il pubblico; uno così o non lo sopporti o ti fa impazzire. Le sue canzoni questa estate le abbiamo ballate un po’ tutti, mentre lui le portava in giro per l’Italia assieme al chitarrista Boss Doms, tra ospitate e concerti memorabili.

“Spegnete i cellulari, metteteli in tasca, presentatevi con i vostri vicini e toglietevi i vestiti”, queste sono le regole dettate dal cantante per godersi al meglio il suo spettacolo. Spettacoli e non semplici concerti; questo sono i live del fenomeno del momento, da cui non riesci a distogliere lo sguardo nemmeno per un secondo. Perché, a prescindere dall’ aspetto puramente musicale, gli va riconosciuto di essere un potentissimo catalizzatore di attenzione, una vera e propria icona. Achille Lauro non è solo musica; lo confermano la partecipazione a Pechino Express e il libro Sono io Amleto, edito da Rizzoli nel 2019 in cui ripercorre la sua vita tra eccessi e ambizioni. Dalla polvere della periferia romana fino alle stelle; una scalata che può compiere solo chi ha l’intelligenza di portare davanti agli occhi del pubblico la verità, raccontando il proprio passato senza filtri e senza vergogna alcuna. Il suo viaggio musicale continuerà ad ottobre, con il Rolls Royce Las Vegas tour, che toccherà le principali città italiane con una doppia data nella sua Roma.  Il 2019 è stato sicuramente il suo anno, un anno “identico a un film”; ora non ci resta che aspettare novità per il 2020, consapevoli che il suo animo trasformista e fuori dagli schemi sicuramente non smetterà di stupirci.

CHIARA MONTESANO

 
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pics by NINO SAETTI

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