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Axel Flóvent – FLEEING THE SHORE

Axel Flóvent – FLEEING THE SHORE

Ci sono musicisti che utilizzano il luogo in cui vivono come semplice sfondo e altri che riescono a trasformarlo in materia sonora. Axel Flóvent appartiene alla seconda categoria. Nato a Húsavík, nel nord dell’Islanda, dopo anni trascorsi lontano dalla propria città è tornato a quella stessa realtà geografica che aveva lasciato alle spalle, ritrovandosi però davanti a un luogo inevitabilmente diverso. È da questa contraddizione – tornare a casa e scoprirla nuova – che nasce Fleeing The Shore. Sei canzoni che non hanno fretta di arrivare da qualche parte. E forse è proprio questa la loro forza. L’EP, pubblicato da Nettwerk, nasce in condizioni particolari: Flóvent ha scritto e registrato il materiale nella propria casa di Húsavík, occupandosi per la prima volta integralmente della produzione. Una scelta che si sente. Non perché il risultato sia grezzo, tutt’altro, ma perché il suono conserva una prossimità quasi fisica con il momento creativo. Gli strumenti non vengono utilizzati per costruire una grande scenografia, bensì per dare profondità a canzoni che funzionerebbero anche spogliate di buona parte degli arrangiamenti. È un lavoro che parla di cambiamento, isolamento e solitudine, ma senza trasformare questi temi in una dichiarazione programmatica. Flóvent preferisce suggerire, lasciare spazio tra una nota e l’altra, affidarsi a una voce che non ha bisogno di alzarsi per comunicare inquietudine. Il suo indie folk si muove così in una zona di confine dove convivono songwriter, pop alternativo, delicate incursioni elettroniche e una certa sensibilità nordica, senza che nessuna di queste componenti finisca per diventare un’etichetta dominante.

L’inizio è affidato ad “Another Year”, probabilmente il brano che meglio chiarisce le intenzioni dell’intero progetto. La canzone non è costruita sulla pura essenzialità acustica che ci si potrebbe aspettare da un lavoro tanto introspettivo: chitarre, batteria e altri elementi dell’arrangiamento si accumulano gradualmente, creando una tensione morbida ma persistente. Il tema è il tempo, o meglio quella sensazione straniante per cui un altro anno è trascorso mentre dentro di noi sembra essere cambiato molto meno di quanto avremmo voluto. Flóvent non cerca il ritornello da ricordare al primo ascolto: costruisce invece una melodia che entra lentamente e rimane. La title track “Fleeing The Shore” riduce il peso degli elementi ritmici e riporta l’attenzione sulla voce e sulla chitarra acustica. È qui che il titolo assume il suo significato più interessante: fuggire dalla riva può significare abbandonare un luogo sicuro, ma anche cercare di sottrarsi a qualcosa che continua a seguirci. L’arrangiamento resta discreto, con elementi che emergono e scompaiono senza mai rubare spazio al nucleo della composizione. È una canzone che sembra sospesa tra partenza e immobilità. Con “Nowhere” Flóvent porta ancora più in profondità il senso di smarrimento. La voce è il vero centro del brano e l’arrangiamento sembra costruito attorno alle sue esitazioni, alle pause e alle variazioni emotive. Gli archi aggiungono una componente malinconica senza trasformare la canzone in una ballata convenzionale. Il punto interessante è proprio questo equilibrio: la musica accompagna il sentimento, ma non lo sottolinea con il pennarello rosso. Non c’è bisogno di spiegare continuamente all’ascoltatore che siamo davanti a un momento doloroso. “Over One Night” introduce una dinamica leggermente diversa. Il pezzo possiede maggiore movimento e una costruzione più articolata, mentre le sovrapposizioni vocali ampliano lo spettro sonoro. È forse il momento meno immediatamente incisivo dell’EP, ma svolge una funzione importante nell’economia del lavoro: impedisce alla raccolta di trasformarsi in un’unica lunga variazione sul tema della malinconia. Flóvent inserisce una piccola accelerazione proprio quando il rischio di una eccessiva uniformità comincia ad affacciarsi. Poi arriva “Reassurance”, e qui l’atmosfera cambia nuovamente. Il rumore dell’acqua che apre il brano è quasi una porta d’ingresso verso un ambiente diverso. La chitarra acustica e la voce costruiscono una dimensione raccolta, mentre le armonie sullo sfondo aggiungono una sorta di riverbero emotivo. È una delle composizioni più riuscite proprio perché non tenta di essere consolatoria. La rassicurazione del titolo non arriva sotto forma di soluzione: è piuttosto la consapevolezza che anche il cambiamento, per quanto scomodo, appartiene alla natura delle cose. La conclusione con “In The Grass” è particolarmente efficace. Il pianoforte amplia lo spazio della canzone e l’arrangiamento accompagna Flóvent verso una chiusura che ha qualcosa di cinematografico, ma senza diventare enfatico. La voce mantiene quella misura che caratterizza l’intero EP e, quando la musica si dissolve lasciando spazio ai suoni ambientali, si ha la sensazione che il disco non finisca realmente: semplicemente smetta di parlare.

Ed è forse questo il dettaglio che più colpisce di Fleeing The Shore. Flóvent non sembra interessato a raccontare una storia con un inizio e una fine, né a fornire una risposta ai dubbi che attraversano queste sei tracce. Il suo è piuttosto un diario sonoro di un momento di transizione. Tornare, isolarsi, osservare, ripensare, provare a cambiare: tutto avviene con una naturalezza che evita accuratamente il rischio dell’autocommiserazione. Anche la scelta di autoprodurre completamente il lavoro si rivela coerente con il contenuto. Registrare nella stessa stanza in cui le canzoni sono state scritte significa conservarne il carattere originario, lasciando che il disco mantenga una certa imperfezione umana. Non è un album costruito per impressionare attraverso una produzione monumentale: la produzione serve le canzoni, e non il contrario. Il lavoro di mix di Philip Weinrobe contribuisce poi a mantenere leggibili le numerose sfumature senza cancellare quella sensazione domestica che rappresenta una delle identità più forti dell’EP.

MAURIZIO DONINI 

Tracklist:
1. Another Year – 4:03
2. Fleeing the Shore – 3:43
3. Nowhere – 3:19
4. Over One Night – 3:06
5. Reassurance – 3:35
6. In the Grass – 3:00

Credits:
Pubblicazione: 24 aprile 2025
Credits: Nettwerk Music Group

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VOTO

Band:
Axel Flóvent

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