Arny Margret – I MISS YOU, I DO: THE SJÁUMST EDITION
Non è una semplice deluxe edition, e questo va chiarito subito: I Miss You, I Do: The Sjáumst Edition non nasce come operazione cosmetica, ma come estensione narrativa di un disco che già nella sua forma originale aveva segnato un punto fermo nella crescita di Arny Margret. La cantautrice islandese non cambia direzione, non rimescola le carte e soprattutto non tradisce la natura essenziale del progetto: folk minimale, scrittura intima e una voce che continua a rifiutare qualsiasi forma di mediazione emotiva. Il risultato è un lavoro che non cerca mai l’impatto, ma la permanenza. E proprio qui sta il nodo: o si entra nel suo linguaggio o si rischia di percepirlo come statico.
Rispetto alla versione originale, questa edizione allargata lavora per sottrazione e variazione più che per aggiunta vera e propria. Le alternative version di I Miss You, I Do, Took the Train ’til the End e Born in Spring non stravolgono i brani, ma li svestono ulteriormente, mettendo in evidenza una scrittura ancora più fragile, quasi esposta. In alcuni casi la resa è intensa proprio perché imperfetta, in altri rischia invece di sfiorare una certa ripetitività emotiva. Il vero elemento nuovo è “Sjáumst”, episodio inedito che funziona come chiave di lettura dell’intera operazione. Il brano è essenziale, sospeso, costruito su pochi elementi che lasciano spazio più al non detto che alla forma canzone vera e propria. È qui che Arny Margret dimostra ancora una volta la sua cifra stilistica: non raccontare emozioni, ma lasciarle accadere.
Dal punto di vista strettamente critico, questa Sjáumst Edition non ribalta il giudizio sul disco originale — già molto positivo — ma ne rafforza semmai la coerenza estetica. Non introduce scarti evolutivi evidenti, ma ribadisce una poetica ormai chiara: sottrazione, silenzio, fragilità come linguaggio. Il rischio, in prospettiva, è quello di un’estetica che potrebbe diventare prevedibile se non messa in discussione in futuro. Ma allo stato attuale, Arny Margret resta una delle voci più credibili del folk contemporaneo proprio per la sua capacità di restare fedele a sé stessa senza cedere a sovrastrutture produttive. Un’operazione che non cambia le regole del gioco, ma ne consolida l’identità emotiva.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
I Miss You, I Do 04:06
Crooked Teeth 3:41
Greyhound Station 02:49
I Love You 03:58
Day Old Thoughts 03:40
Maybe I’ve Wasted My Time 03:23
Took the Train ‘til the End 03:59
You’re Mine, I’m Yours 02:55
Born in Spring 03:38
Happy New Year 03:09
I Miss You, I Do (Alternative Version) 04:19
Took the Train ‘til the End (Alternative Version) 04:22
Born in Spring (Alternative Version) 04:16
Sjáumst 03:35
Credits:
Pubblicazione: 21 novembre 2025
Label: One Little Independent Records, Bertus
Band:
Arny Margret
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




