ANDREA BELFIORI – Intervista al cantautore e polistrumentista marchigiano
In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Duro e Puro”, ho avuto il piacere di intervistare Andrea Belfiori, cantautore e polistrumentista di Osimo in provincia di Ancona. Dopo i suoi inizi da autodidatta e con varie esperienze con gruppi locali della sua provincia, studia al conservatorio Rossini di Pesaro contabbasso, e inizia il suo apprendistato professionale, frequentando e collaborando la Pressing di Lucio Dalla, successivamente in altre vesti con Gianluca Grignani, PFM e Cristiano de André negli anni successivi. Alterna da vent’anni la pubblicazione dei suoi brani all’attività di arrangiatore freelance e scouter per varie etichette discografiche.
Ciao e benvenuto su Tuttorock, “Duro e Puro” è il tuo nuovo singolo, che riscontri stai avendo?
Ciao Marco, piacere mio, “Duro e Puro” sta progressivamente avendo una buona accoglienza. Viste le mode e le dinamiche discografiche dei tempi che stiamo vivendo mi ritengo piuttosto soddisfatto. Sicuramente è un brano che richiede più ascolti per essere colto in tutta la sua completezza. Un brano che ha bisogno dei suoi tempi che non può essere consumato e apprezzato in modalità “fast food”.
Un brano nato quando e come?
È un brano nato pochi mesi fa di getto, riflettendo sul mio percorso di vita / artistico non molto diverso poi da quello che vive ognuno di noi. Centra il focus principalmente sul fatto che ogni persona, a suo modo, affronta delle battaglie di vario tipo. Ognuno che incontriamo nella nostra vita porta avanti delle battaglie anche private di cui non sappiamo nulla, quindi innanzitutto rispetto e gentilezza. Il brano è una narrazione per sommi capi degli alti e dei bassi che la vita ci porta a toccare nel tempo magari mentre lottiamo per raggiungere degli obiettivi o altro, scrivendo ognuno la nostra storia e auspicando che lungo il percorso si rimanga fedeli e coerenti alle proprie convinzioni ai propri principi a quello che si è senza perdersi né cedendo il passo a troppi compromessi. Di fronte alle vittorie e agli obiettivi raggiunti, ricordarsi che dietro ci sono sempre una serie di grandi sacrifici e fallimenti. È un manifesto di empatia e condivisione delle prove che tutti viviamo e affrontiamo in questa dimensione che ci accomuna tutti. Oggi in ognuno il duro difende il puro che è in noi mentre si portano avanti le proprie convinzioni, i propri obiettivi le proprie missioni.
Quando e come ti sei avvicinato alla musica?
Mi sono avvicinato alla musica già in tenera età. Inizialmente in modo istintivo per poi evolvere ad un approccio sempre più “educato” e disciplinato, se vogliamo consapevole, di quello che è la musica. Un linguaggio per le emozioni in movimento un flusso in continua mutazione, espresso attraverso questo linguaggio alternativo alla parola in un alfabeto codificato alla ricerca di suoni. Nella sua rappresentazione diventa arte, cristallizzata se parliamo di registrazioni, in movimento se parliamo di live, concerti.
Una domanda che faccio a tutti, ti chiedo quali sono i dieci dischi dai quali non potresti mai separarti.
Non è una domanda facile, vista la vastità della musica prodotta nei secoli partendo dai grandi compositori che sono comunque i padri della musica contemporanea. Premesso questo ti direi:
-Revolver (Beatles)
-21Centuryschizoid man (King Crimson)
-Here come the warm jets (Brian Eno)
-Led Zeppelin III (Led Zeppelin)
-Nevermind (Nirvana)
-Lullabies to paralyze (Queens of the stone age)
-The best of Ennio Morricone
-Requiem Mozart (Dir. M. Riccardo Muti o Herbert von Karajan)
-Pulp Fiction (Music From The Motion Picture) e una compilation di cantautori fatta da me che include Dalla , Battisti, Vasco, Francesco De Gregori, Fabrizio De André, Edoardo Bennato, Riccardo Cocciante, Rino Gaetano, Ivan Graziani, Zucchero e altri.
Ti faccio un nome, Lucio Dalla, cos’ha rappresentato per te?
Altra domanda difficilissima (ride – ndr).
Innanzitutto ha rappresentato il mio primo contatto e confronto con l’ambiente alto e professionale della musica. Un insegnamento ad un certo tipo di approccio slegato dai generi musicali facendo un’unica distinzione tra buona o cattiva musica. Un approccio legato ad un grande sentimento di libertà (anche folle) e al giocare sì ma “seriamente”. Quindi in definitiva direi, in un modo tutto suo, unico e speciale quale era, un Maestro.
Raccontami un po’ le emozioni che hai provato ad aprire il concerto di Vasco Rossi a Firenze lo scorso anno.
Come puoi ben immaginare è impossibile descrivere a parole un’esperienza di questo tipo. È sicuramente ciò che auguro a chiunque faccia o voglia fare questo tipo di mestiere, poter presentare la propria musica davanti a 60.000 persone sul palco più grande tra quelli in cui si fanno concerti in Italia. È stata una grande e bellissima emozione oltre che un privilegio. Su questo vorrei fare un plauso e sottolineare la disponibilità e la sensibilità di un Artista come Vasco nel mettere a disposizione questi suoi contesti ad artisti emergenti con il contest Zocca paese della musica. L’esperienza, partendo appunto da ZOCCA sino alla Visarno Arena di Firenze, è stata l’esperienza della vita, ricollegandomi anche al tema di DURO E PURO, ha ripagato tante cadute e fallimenti, instillando nuovo e più potente carburante per continuare su questo mio percorso cantautorale,
Il tuo sogno artistico più grande l’hai già realizzato o l’hai ancora nel cassetto?
Ho sempre pensato che il percorso artistico non sia un sogno, per lo meno da un certo punto in poi, ma una serie di passaggi e di esperienze che ci fanno lasciare tracce di passaggio per continuare verso nuove direzioni, a volte inimmaginabili. Nel mio cassetto c’è una gran voglia di fare e continuare, dando sempre il meglio che posso. Vedremo che cosa riserverà il futuro.
Quali sono i tuoi prossimi progetti musicali?
Il progetto, al momento, è continuare a pubblicare per tutto il 2026 altri 3/4 singoli estratti dal nuovo album AGAPÈ vol 1, già pronto ma che pubblicheremo nella sua interezza nel 2027. Produrre nuova musica con i miei “fratelli” e collaboratori Daniele Spaziani (Agharti Record) e Marco Schietroma (Rock and Bones studio) che, oltre ad essere i producers insieme a me sul progetto, sono anche rispettivamente chitarrista e batterista della band per i live insieme a Lorenzo Ricci all’altra chitarra e a Marco Dell’ Uomo al basso. Quindi per la prossima stagione estiva spero di vederci on the road. I brani saranno distribuiti da Pirames international e pubblicati per conto dell’etichetta con la quale collaboro, la Lungomare srl che voglio ringraziare per tutto il suo supporto.
Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.
Grazie a voi per la chiacchierata e saluto tutti i lettori di TUTTOROCK invitandoli a seguirmi sui social, dove potranno avere tutti gli aggiornamenti sulle novità e i concerti che verranno.
ROCK’N’REBEL
MARCO PRITONI
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




