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Il 6 gennaio del 1946 nasce SYD BARRETT

Il 6 gennaio del 1946 nasce SYD BARRETT

​SYD BARRETT  nasce a Cambridge il 6 gennaio 1946. Fin da ragazzo manifesta una genialità spiccata e una personalità straordinaria. Diventa presto un pittore d’avanguardia, si trasferisce a Londra, e come tanti altri ragazzi forma un gruppo musicale, gli  “Architettural Abdabs” ( i futuri Pink Floyd Sound). Artista totale, scrive due hit di successo, “Arnold Layne” e “See Emily play”, e regalerà al mondo “The Piper at the gates of dawn”,  l’unico album dei Pink Floyd realizzato sotto la sua direzione,  e vero capolavoro. Nel gennaio del 1968 il management della band  decide però che Syd deve rimanere a comporre, e quando se la sarebbe sentita , si sarebbe unito ai compagni dal vivo. Il fatto è che quel ragazzo di 22 anni, che aveva scritto una pagina monumentale della storia della musica, in realtà è una persona fragilissima. Syd inizia a trovare nelle droghe la sua dimensione prediletta, una dimensione da cui non sarebbe più uscito. I Pink Floyd pensano che sia meglio allontanarlo, e così fanno. Syd sprofonda, cade, scompare, diventa leggenda. La sua vita si sgretola lentamente, chiuso in un appartamento a Londra, rimane a letto giorni interi, ingozzandosi di Mandrax , un sonnifero potentissimo. La sua casa discografica non lo vuole più vedere, perché nell’ultima sessione ha distrutto dei microfoni. Cerca di uscirne,  chiede un’altra possibilità, ma gli viene negata. Quando però i Moody Blues lanciano un nuovo genere musicale, il “progressive”, ogni casa discografica decide di creare per esso  una sottoetichetta. La EMI crea la Harvest. Quando Malcom Jones, che stava compilando un nuovo catalogo di artisti questo genere, apprende che al leggendario Syd Barrett gli è stata negata la possibilità d’incidere un nuovo disco, insiste presso l’etichetta per dargli un’altra possibilità. Barrett quindi torna in studio, ma le sessioni  si dimostrano difficilissime. Cade spesso dalla sedia, è assente. Syd quindi  scompare di nuovo, riapparendo mesi dopo, nuovamente energico e desideroso di riprovarci. Incide metà del disco, poi ha una nuova crisi, che porta il management a cancellare il progetto . La sua vita personale e professionale va a rotoli, ma decide che vuole finire il lavoro. Stavolta a pregare la casa discografica è il buon David Gilmour, che gli dà tre giorni di tempo per chiudere l’album. Così fanno: l’album “The Madcap Laughs” esce nel 1970, dopo due anni di lavorazione. La critica accoglie bene il disco, che vende comunque solo 6.000 copie (negli anni ne venderà molte di più). Un album unico, intimo, disperato, ironico, arrabbiato, umano, uno spogliarsi dell’anima. Sempre il buon David decide di produrre interamente un nuovo album di Syd, stavolta cercando di stare attento alla produzione. Ed ecco “Barrett”, grandi canzoni, più elaborate e meno lasciate a se stesse. L’album però vende ancora meno del precedente. Syd tiene un concerto dal vivo, suona 4 brani, tra cui una strabiliante versione di Octopus. Partecipa a due  show, con il fido David sempre presente a controllare che tutto vada bene. Promette un terzo album, ed i fan lo aspettano. Un album che però non uscirà mai: Syd si ritira a Cambridge, si distrugge, e viene portato in un ospedale psichiatrico. Uscirà nel 1972 con la diagnosi “disturbi della personalità”. Viene coinvolto da Jack Monk nel progetto Stars, una nuova band. Realizzeranno qualche concerto, ma poi il crollo definitivo. Syd scompare per sempre, ingrassa , perde i capelli, si isola dal mondo . E diventa leggenda, martire. I Pink Floyd s’ispirano a lui per “Dark Side of the Moon” e “Wish You Were Here”.  Nel 1974 riprova  a tornare in studio, per questo leggendario terzo album, ma le sessioni sono totalmente vacue, Barrett non vuole dire più nulla. Scompare definitivamente. Solo nel 1982 un giornalista riesce ad intervistarlo, sereno e ridente, almeno dalle foto che appaiono. Per tutti gli anni Ottanta i fan di Barrett fanno pressioni sulla casa discografica affinché pubblichi materiale inedito. Ed ecco nel 1988 apparire “Opel”, che raccoglie materiale scartato e alcuni bootleg. Scopriamo meraviglia e tristezza. Negli ultimi anni della sua vita Barrett si fa chiamare semplicemente Roger e continua a vivere a Cambridge, ormai solo, isolato da tutto , dedicandosi alla pittura e al giardinaggio. Syd Barrett muore a Cambridge il 7 luglio 2006, all’età di 60 anni, per un tumore al pancreas.

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