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Il 19 Febbraio del 1980 muore BON SCOTT

Il 19 Febbraio del 1980 muore BON SCOTT

Il 19 Febbraio del 1980 muore a Londra, a soli trentatrè anni, BON SCOTT. Quello degli AC/DC. Quello che una volta disse «Ero sposato quando entrai nella band, e mia moglie disse: “Perché non scrivi una canzone su di me?” Così io scrissi “She’s got balls” (Lei ha le palle). E lei chiese il divorzio.» Scozzese, naturalizzato australiano, è il più carismatico frontman che l’Australia abbia mai avuto in campo rock, tanto che ancora la sua tomba è la più visitata del continente. Morì, sembra, per intossicazione acuta da alcol dopo una notte brava. Dico sembra, perchè gli amici che erano con lui hanno giurato che quella sera era perfettamente lucido. I medici comunque non hanno lasciato spazio a dubbi: morte per soffocamento da vomito in seguito a pesante assunzione di alcolici. Dopo aver trascorso una serata a bere, per riprendersi aveva deciso di riposarsi nella macchina di Alistair Kinnear. Lì, l’amico lo ritrovò senza vita il giorno dopo. Sembra che dopo la sua morte gli AC/DC avessero deciso di sciogliersi. Fu la madre di Bon a convincerli a continuare, dicendo loro che quello sarebbe stato il modo migliore per ricordarlo. Cinque mesi dopo uscì “Back in Black”, il secondo album più venduto di tutti i tempi, dedicato a lui, che si apre con la celeberrima campana a morto di “Hells Bells”.

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