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7 Febbraio 1970: per la prima volta, in vetta alle classifiche inglesi, salgono i Led Zeppelin

7 Febbraio 1970: per la prima volta, in vetta alle classifiche inglesi, salgono i Led Zeppelin

ZEP 2

7 Febbraio  1970:   per la prima volta, in vetta alle classifiche inglesi salgono i Led Zeppelin. La formidabile rock band  ha  esordito l’anno precedente,  ottenendo un successo totale, ma è con questo secondo album (Led Zeppelin II) che  si guadagna  un posto nell’ Olimpo del Rock. A causa delle pressioni della casa discografica  l’album viene registrato in fretta,  durante le pause di un tour. Per questo motivo, il gruppo ha  l’occasione, come per l’album precedente, di riscoprire e rielaborare riff presi da brani dei bluesmen Willie Dixon e Howlin’ Wolf. La canzone più famosa del disco si chiama “Whole lotta love”, che negli Stati Uniti è anche l’unico 45 giri degli Zeppelin ad entrare in classifica.  Basata su un poderoso riff di chitarra e su un testo preso in prestito da “You need lovin’ ” degli Small  Faces, il brano vede Jimmy Page nelle vesti di produttore artistico. “Era bravissimo”, ricorda  John Paul Jones, “Per la sua chitarra usava piccoli amplificatori, ma li sapeva microfonare in  modo eccellente. La sua trovata dell’eco che anticipa il canto di Plant, poi, è geniale”. Già, il “backward echo” nell’intermezzo del brano entra nella storia del rock. Proprio come quella divagazione psichedelica che lo segue, frutto della creatività di Page e dell’abilità tecnica di Eddie Kramer, formidabile fonico già al fianco di Hendrix. Nel bel mezzo di un disco hard rock c’è posto anche per la delicatissima “Thank You”, ballata permeata dall’organo di John Paul Jones e dedicata da Robert Plant alla moglie. “Heartbreaker ” invece riporta il disco sui canoni hard: è un altro brano leggendario, con un altro celebre riff e un ispirato assolo di Page. “Ramble On ” (ennesima pietra miliare del rock) è d’ispirazione tolkieniana, mentre in “Moby Dick”  il batterista John Bonham esegue un lunghissimo, stupefacente assolo, che in concerto veniva dilatato a dismisura, quasi per mezz’ora. L’album raggiunge la prima posizione nella Billboard 200 per sette settimane, nella UK Albums Chart, in Australia, Canada, Spagna, Paesi Bassi e Germania, la seconda in Norvegia, la terza in Francia e l’ottava in Giappone. La rivista Rolling Stone lo colloca alla posizione n. 79 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.