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A FOREST FESTIVAL – Intervista a MARCO LUPPI dell’Associazione Horatio

A FOREST FESTIVAL – Intervista a MARCO LUPPI dell’Associazione Horatio

A FOREST FESTIVAL @ Parco del Palazzo Cigola Martinoni, Cigole (BS) 5 – 6 – 7 GIUGNO 2026
con: ZU, METEOR, PACKAGING, PUNCHLOVE, NIC T, LONERIVER, SUBMEET

Giunti alla quinta edizione, in che modo A Forest Festival è cambiato rispetto agli inizi?
Noi siamo gli stessi della prima edizione, invecchiati ancora di più, ma con la stessa voglia di proporre musica di qualità, in un posto magnifico con mercatini interessanti e una proposta culinaria e di birre artigianali sempre di qualità. Ogni anno cerchiamo di fare dei passi avanti sotto tutti gli aspetti, cercando di migliorare con l’esperienza acquisita nell’edizioni precedenti. 

Quando avete capito che il festival stava diventando un punto di riferimento nel panorama alternativo italiano?
Uhm, non so se lo abbiamo capito! Di certo ogni anno ci rendiamo conto della partecipazione sempre maggiore e interessata. 

Quanto è importante per voi mantenere una dimensione “indipendente” e non commerciale?
Il nostro mondo è il mondo “indipendente”, chi più chi meno tutti nel direttivo, veniamo e suoniamo in quel mondo li, non potrebbe essere altrimenti. Così come “rifiutiamo” di produrre musica commerciale, non possiamo che proporre band e musica indipendente, sarebbe molto strano il contrario. 

La line-up 2026 mescola realtà italiane e internazionali: come nasce questa scelta?
È una scelta che cerchiamo di mantenere a ogni edizione, un equilibrio tra proposte italiane e internazionali consolidate ed emergenti, sempre con ben presente la sostenibilità economica del tutto. 

Che ruolo ha la scena underground nella vostra programmazione?
Come dicevo prima, veniamo tutti dalla scena underground, il ruolo è fondamentale. 

Quanto è difficile proporre artisti sperimentali a un pubblico eterogeneo?
Una delle fortune che abbiamo è che prima di noi a Cigole c’era un festival storico e importante come il “No Silenz”. Festival che ha abituato all’ascolto e preparato il terreno. Abbiamo mantenuto questa impostazione e chi viene sa già di poter mangiare e bere bene e di ascoltare band che non son solite passare da queste parti. 

La presenza di band come Zu rappresenta una dichiarazione d’intenti artistica?
Gli ZU sono da anni una delle band più importanti del panorama italiano. È una di quelle band che volevamo fare e quest’anno siamo riusciti ad avere. 

Che significato ha organizzare un festival di questo tipo in un contesto come Cigole?
Il luogo del festival è una splendida cornice dove poter vivere l’evento prima, durante e dopo i concerti. La Comunità è fondamentale, soprattutto in un paese piccolo come Cigole. Senza la loro partecipazione, sostegno o anche senza la loro sopportazione, il festival non sarebbe possibile. 

In che modo collaborate con realtà locali come la Pro Loco e le associazioni culturali?
Fondamentale è il supporto dell’Amministrazione Comunale e il sostegno della Pro-loco che si occupa della parte burocratica e culinaria della manifestazione. 

Pensate che il festival possa contribuire a ridefinire l’identità culturale del territorio?
Ridefinire forse è troppo, però sicuramente è una dimostrazione che anche una proposta “non commerciale” possa stare in piedi e ritagliarsi un bello spazio nel mondo della provincia. 

La sostenibilità è uno dei pilastri del festival: come si traduce concretamente?
Nell’attenzione in cucina, nella scelta di proporre ad esempio il birrificio classe85 che è in pratica una realtà a km zero! Alla raccolta differenziata durante le serate. Tanti piccoli gesti e attenzioni. 

Quanto è importante integrare musica, artigianato e prodotti locali in un unico evento?
Per una parte dei partecipanti direi che quasi contano più dei concerti stessi. La Comunità di Cigole ha l’occasione di passare delle serate mangiando e bevendo bene, in un bellissimo parco, ascoltando ottima musica, mentre i molti che partecipano per i concerti hanno, anche loro, la possibilità di godersi la serata ascoltando ottima musica e mangiando e bevendo bene, in un bellissimo parco! 

Il fatto che l’ingresso sia gratuito è anche una scelta politica oltre che culturale?
È una scelta politica e anche impegnativa. Politica perché permette a tutti di partecipare, impegnativa perché i costi ogni anno aumentano e restare sostenibili è sempre più difficile, anche per un discorso di offerta musical-culturale, la gratuità impone comunque dei limiti da rispettare. Non avendo sponsor esterni, senza il sostegno della Pro-loco tutto questo non sarebbe possibile. 

Che tipo di esperienza volete offrire a chi partecipa?
La cosa più semplice possibile, stare bene, in un bel posto, con della bella gente. 

Quanto contano elementi come il mercatino vintage e la cucina locale nella costruzione dell’atmosfera?
 Contribuiscono in maniera determinante. 

Vi rivolgete a un pubblico di nicchia o cercate un dialogo più ampio?
Noi ci rivolgiamo a chiunque abbia voglia di ascoltare musica e stare bene in un bel posto con della bella gente. 

Quali sono le principali difficoltà nell’organizzare un festival gratuito di questo tipo?
Un festival gratuito, senza sponsor, comporta dei limiti nelle scelte delle proposte artistiche e nelle strutture da poter utilizzare durante il festival, i costi sono alti. 

Quanto è fondamentale il lavoro delle realtà coinvolte come Pro Loco di Cigole e Horatio!?
Senza una di queste due componenti, il festival non ci sarebbe. 

C’è stato un momento critico in questi cinque anni che vi ha fatto dubitare del progetto?
Qualche piccolo screzio e incomprensione credo sia fisiologico, ma niente di così eclatante da mettere realmente in discussione il progetto. 

Qual è la vostra visione per il futuro di A Forest Festival?
Speriamo ogni anno di poter alzare l’asticella delle proposte, anche collaterali. Di idee ce ne sono sempre e ogni anno cerchiamo di integrarle. 

Pensate di mantenere questa dimensione o immaginate una crescita?
Dato il luogo e la gratuità dell’evento, immaginare una crescita costante diventa complicato, l’idea è sempre quella di migliorare, magari consolidando ancora di più quanto fatto finora. 

C’è qualcosa che ancora non siete riusciti a realizzare e che vorreste portare nelle prossime edizioni?
Abbiamo sempre voluto introdurre qualche evento collaterale, come presentazioni di libri, installazioni artistiche, qualcosa con il teatro, ma per varie ragioni finora non ci siamo riusciti con costanza. 

Qual è stato il momento più emozionante vissuto durante queste cinque edizioni?

Ce ne sono tanti, dalla bellezza di vedere il parco pieno e felice ai mitici post-serata con le band e gli amici che si fermano con noi fino all’alba. Momenti impegnativi ed emozionanti che sono poi, almeno per me, uno dei motivi che ci spinge ad andare avanti. 

Se doveste descrivere A Forest Festival come un suono o un’immagine, quale sarebbe?
il noccioleto dietro al palco e il logo della nostra associazione, un albero stilizzato che è anche antenna di diffusione. 

Cosa sperate che le persone si portino a casa dopo aver partecipato?
Di esser stati bene, che di questi tempi è già parecchio.

MAURIZIO DONINI

VENERDÌ 5 GIUGNO
Submeet, ore 21.00
Meteor, ore 21.45
ZU, ore 22.45

SABATO 6 GIUGNO
NicT, ore 21.30
Packaging (USA), ore 22.30

DOMENICA 7 GIUGNO
Loneriver, ore 21.30
Punchlove (USA), ore 22.30
tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito

https://www.facebook.com/AForestFestival
https://www.instagram.com/aforestfestival